martedì 3 novembre 2009

Eccoci . ci risiamo .



Ma quanti bei commenti si sono sentiti da personaggi sulla cresta dell'onda "mediatica" italiana a riguardo della decisione di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche .
Primo tra i più "simpatici" , il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione" , un pò come la polenta o la pizza.

Poi viene il più imbarazzante , per me che sono del PD (ero per Franceschini ,e un motivo c'era....), quello di Pier Luigi Bersani "Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto" .

E poi via via ,
il presidente della Camera Gianfranco Fini "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana",
Rocco Buttiglione "decisione aberrante",
Maurizio Gasparri “Abbiamo sufficienti elementi per sentirci indignati da una decisione che offende la tradizione, la storia e l’identità italiane”
e tutti gli altri.....

Uno in particolare mi ha suscitato interesse , Silvana Mura (IDV) “L’offesa nei confronti di studenti di religioni diverse da quella cattolica non è rappresentata tanto da un crocifisso appeso al muro, ma piuttosto da programmi che non si pongano il problema di conciliare le caratteristiche fondamentali che l’insegnamento di stato deve avere con la nuova realtà multiculturale e multietnica” ,
ecco questo mi sembra una critica giusta e laica quanto basta , perchè si stà parlando di aule scolastiche , e mi piacerebbe sapere in quanti ambienti religiosi esistono appesi nelle stanze simboli laici , non mi risulta che siano bene accolti.

Quindi credo che basterebbe , invece di togliere , mettere anche altri simboli religiosi e forse proprio da qui si può partire per mettere in atto lo sforzo di Papa Giovanni Paolo II che pose le basi con quelle stupende giornate ad Assisi ......ricordate?

Insomma.....ponti , non muri.
Ciao a tutti.

martedì 6 ottobre 2009

Generazione Primarie - Le interviste ai giovani

Si parla tanto di mancanza di Valori , una volta tanto che qualcuno come Dario li mette sul piatto e ditemi poi come se li potrà rimangiare , ecco che per questo sono convinto che sia lui un'ottimo candidato a dirigere un Partito dei Giovani , con i Giovani e per i Giovani , non solo anagraficamente .
W DARIO FRANCESCHINI

mercoledì 2 settembre 2009

IL CONSIGLIO per l'EXPO 2015......

Innanzi a tutto ....ciao a tutti, riprendo in mano questo semplice strumento dopo quasi tre mesi di "digiuno", come dire ?, ho fatto un bel pò di vacanza.
Ma ora andiamo a cominciare, anzi, a RIcominciare....


Tutti conoscono il logo qua sopra, è di una iniziativa internazionale che toccherà all'Italia rappresentare nel 2015, e per prima cosa vi rimando con il seguente link a leggere il tema che tocca a noi italiani "illustrare" al meglio in questa edizione......

http://www.milanoexpo-2015.com/?idp=74&lin=1

.....se avete letto per intero la breve presentazione del tema prescelto, sono sicuro che sarete rimasti soddisfatti e entusiasti, in effetti è molto bello e gratificante pensare di raggiungere lo scopo che si prefigge questo palcoscenico sul mondo intero.
E allora perchè non tentare di dare un suggerimento, seppur modesto, di come mi piacerebbe fosse normato?

L'unica e prima Norma nel regolamento che mi è balzata in testa per ora è la seguente, visto che non sarà solo un periodo dove la sola Cultura la farà da padrona, ma sarà anche una Fiera Campionaria per prodotti di mercato, ecco che qui temo che "caschi l'asino", e allora mi piacerebbe venisse imposta agli espositori Italiani, quindi con sede legale e residenza italiana, la norma di sottostare ad un principio fondamentale, cioè, l'Azienda che vuole installare uno stand deve assolutamente dichiarare di avere la sua produzione in Italia al minimo dell'75%, altrimenti dovrà essere considerata come Azienda straniera.

Certo potrà sembrare "contro" il libero mercato o semplicemente io non valuto questioni fiscali, materia a me "occulta", o addirittura sono Norme già esistenti(tanto meglio), ma io mi domando in questo post, come si può considerare un'azienda "italiana" se la sua produzione viene eseguita in un'altro Paese, certo la globalizzazione, quella onesta, parte anche dal ridurre confini e accorciare le distanze..........ma il nostro Paese, noi italiani dobbiamo forse scomparire ? .
Quindi se si chiede agl'italiani di amare questo nostro Paese, e continuiamo a spendere, che lo facciano seriamente anche gli Imprenditori.

Ciao a tutti.

PS: se stò dicendo idiozie e qualcuno è competente in materia, non abbia timore, a commentare.

venerdì 12 giugno 2009

Referendum......SI.......grazie!


Presentazione dei quesiti

se rispondi SI chiedi di cancellare
se rispondi NO chiedi di mantenere la legge così come è.

- Il primo quesito (scheda verde) riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza alla Camera;
- Il secondo quesito (scheda bianca) riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza al Senato;
- Il terzo quesito (scheda rossa) riguarda le candidature multiple, sia alla Camera che al Senato.

Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento:
quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.
In sintesi:
la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.

Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e
la cooptazione oligarchica della classe politica:
colpisce un altro aspetto di scandalo.
Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”).
Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia.
Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”.
Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta.
Un esempio macroscopico di cooptazione!
E’ inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Inoltre i parlamentari subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per sostituirlo.
In sintesi:
con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.
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E' vero che non CAMBIA tutta la legge "porcata" vigente , ma col governo attuale , e chissà per quanti anni ancora, la legge non verrà mai modificata ,
quindi per apportare almeno qualche cambiamento non resta che questo Referendum.

Vabbè , sappiamo tutti che il quorum di votanti da raggiungere , la fà da padrone ,e allora mi chiedo.....è in buona fede chi dice ...vado a votare e scrivo SI/NO o chi invece indica il non voto?.....
Qual'è il vecchio modo di far Politica e qual'è il futuro di questo modo di far politica ?, cioè indicare l'astensionismo ?

IO VOTO SI , in fin dei conti quanto tempo perdo della mia vita ?....30 minuti ?
chissà magari incontro anche qualcuno con cui fare due chiacchiere....sulla DEMOCRAZIA !

PS: i colori delle schede proposti nel post non corrispondono a quelli reali.

Ciao a tutti .